Yoga

OMS Organizzazione Mondiale della Sanità: “sì allo yoga nell’assistenza sanitaria universale per la prevenzione e il controllo dei disturbi sulla salute”

Sottolineiamo l’importanza di rivolgersi ad insegnanti preparati, che hanno conseguito titoli accademici e riconoscimenti governativi, che seguono costantemente corsi di aggiornamento e che sono iscritti all’albo professionale del MISE (Ministero Italiano Sviluppo Economico).

Un po' di storia

Lo yoga, disciplina millenaria, non è più un segreto dei Rishi e dei Sadhu d’oriente: ora si è diffuso nel mondo diventando ovunque una parola di uso corrente, e i cui effetti benefici hanno raggiunto tutti gli uomini.

La parola yoga deriva dalla radice sanscrita “yug” che significa unire, legare assieme, soggiogare, dirigere e concentrare, unione e comunione. Questa pratica ha la finalità di dirigere tutti i “poteri” del corpo, della mente e dell’“anima” attraverso una disciplina dell’intelletto, della mente e delle emozioni e della volontà, guidando il praticante all’equilibrio che rende capaci di guardare la vita con equanimità e alla realizzazione dell’unione con il divino.

Si sostiene che la tecnica dello yoga consenta di espandere la consapevolezza, la chiarezza del pensiero e di fornire profondo riposo. Essa permette di liberare le potenzialità della mente dell’individuo per creare la base fisiologica per un’adeguata espansione di coscienza che significa più sicurezza, più memoria, più fiducia, più ottimismo.

Lo yoga praticato con regolarità e con motivazioni solide può dare un contributo per ottimizzare il recupero sia sul piano organico-fisiologico sia su quello mentale, recupero che si rende necessario a causa dei ritmi di vita e di lavoro, delle conflittualità interne agli ambienti con cui ci relazioniamo, della forte mobilità e relazionalità, dei ricorrenti impegni e, in generale, delle complessità che il mondo moderno occidentale chiede di gestire.

Perchè provare lo Yoga

Le motivazioni che ci spingono a praticare yoga sono molteplici: per rilassarci, per imparare ad ascoltare il nostro corpo, per scoprire come stimolarlo, perché è una filosofia di vita, o per coadiuvare un percorso di convalescenza o di malattia (passeggera o cronica), e comunque in ogni situazione in cui a livello psichico, fisico e/o emozionale non stiamo vivendo una condizione di benessere.

Magari dopo un aver provato un attacco di panico, vissuto momenti di ansia sociale, di stress o disfunzioni sessuali, qualcuno ci ha detto: “Perché non provi a fare yoga? Una mia amica l’ha fatto e da allora… etc. etc.”

I nostri disturbi o malesseri di varia natura hanno in comune un fattore scatenante: lo stress. Nell’uomo, lo sviluppo delle zone corticali ha comportato la formazione di strutture interazionali complesse che sono alla base della vita di gruppo, per cui c’è stata una modificazione della modalità di svolgimento fisiologico delle reazioni da stress.

Se da un lato lo sviluppo e l’evoluzione dell’uomo hanno migliorato la capacità di sopravvivenza, dall’altro hanno alterato le normali risposte allo stress, sia per la presenza di stress di natura più mediata e sottile (del tipo intrapsichico o psicosociale), sia per l’intervento di tipo cognitivo.

Il concetto di stress ha eliminato i confini tra lo stato di salute e lo stato di malattia mostrando come non esistano più “malattie psicosomatiche” distinte dalle “malattie somatiche” ma come ogni forma possa avere, nella sua patogenesi, una componente di tipo emozionale (P. Pancheri 1984).

I criteri di valutazione occidentale e orientale ormai hanno una tendenza univoca nell’elaborazione di un modello interpretativo che consideri l’uomo nella sua totalità, includendo gli aspetti fisici, energetici e mentali, travalicando quindi la concezione solamente psicofisica per approdare ad una visione olistica.

Il modello implica un’azione diretta della mente sul corpo e una indiretta sull’energia che si riflette nuovamente sul corpo. In questo paradigma interpretativo l’energia non deve essere ricercata all’esterno del soggetto, ma stimolata a partire dalla mente (Vaja 2000).

Lo yoga si basa su questi principi studiati e sperimentati nei millenni, raggiungendo un grado di conoscenza raffinata di come funziona l’uomo analizzandone i costituenti, detti KOSHA: corpo fisico, energetico, emozionale, consapevolezza e mente.
Basandosi su queste conoscenze approfondite, lo yoga mette in atto pratiche specifiche rivolte al corpo, all’aspetto emozionale e alla respirazione, così come alla mente, sviluppando un’interrelazione e interconnessione degli effetti e delle azioni su tutti i componenti a beneficio della nostro equilibrio e della nostra salute.
I costituenti di cui è composto l’uomo sono:


Annamaya kosha il corpo fisico
Pranamaya kosha il corpo energetico
Manomaya kosha il corpo mentale pensante
Vijnanamaya koska il corpo sottile della coscienza
Anandamaya kosha il corpo casuale la trascendenza